Pronte ulteriori osservazioni da inviare al ministero della Transizione ecologica

Nuovo parere negativo del Comune al progetto di raddoppio ferroviario

Data di pubblicazione:
19 Maggio 2022
Pronte ulteriori osservazioni da inviare al ministero della Transizione ecologica

Troppe le criticità ed esorbitanti i costi sociali e ambientali. Il Comune di Manoppello si appresta ad inviare ulteriori osservazioni al ministero della Transizione ecologica per ribadire, motivando punto su punto, la propria contrarietà al progetto di raddoppio della ferrovia Roma-Pescara che prevede la realizzazione della nuova infrastruttura in affiancamento al binario esistente e, dunque, nell’abitato dello Scalo, con conseguenze gravissime per l’area più popolosa della città.

“Gli uffici comunali con il supporto di esperti esterni, anche sulla base delle indicazioni della Commissione consiliare Rfi, hanno redatto un nuovo dossier – ha spiegato il sindaco Giorgio De Luca – per rafforzare le osservazioni già trasmesse a marzo scorso ed inviare un ulteriore parere negativo al progetto di raddoppio per i Lotti 1 e 2 dell’opera”. Le osservazioni, volte a dimostrare le numerose criticità del progetto, saranno trasmesse alle direzioni Valutazioni Ambientali e Crescita e sviluppo del Mite entro sabato 21 maggio, data di chiusura dei termini.

“Diversi i punti a nostro avviso nodali, sui quali chiediamo al ministero di porre attenzione. Primo fra tutti il problema del consumo di suolo. Il progetto RFI – ha aggiunto De Luca - oltre che dannoso si dimostra incoerente. Da un lato, nel centro urbano, con il raddoppio in affiancamento al tracciato esistente si sventra la città, si abbattono case ed attività commerciali, si complicano (e si annullano) i collegamenti con gravi problemi per il trasporto pubblico locale; dall’altro, fuori dal centro cittadino il tracciato Rfi prevede l’abbandono in affiancamento alla linea storica e la realizzazione di un imponente viadotto. Articolata in tre elementi, la nuova infrastruttura che sormonta prima la statale, poi l’autostrada e infine il fiume Pescara, lambisce una centrale del gas, con possibili problemi di sicurezza. Si tratta, a nostro avviso, di un’opera a forte impatto ambientale che costituirebbe un unicum nella realtà della Val Pescara poiché taglia trasversalmente ed in modo significativo la vallata. Un progetto dannoso – ha ribadito il primo cittadino - anche nei suoi risvolti sociali, con decine di persone sradicate, immobili abbattute, attività commerciali chiuse o delocalizzate; senza dimenticare tutti i problemi legati alla viabilità totalmente stravolta rispetto alla attuale e con gravi mancanze in termini di sicurezza e possibili ripercussioni negative sul trasporto pubblico locale. Al ministero chiederemo inoltre certezze su quest’opera che dovrebbe avvicinare Pescara a Roma ma rischia di essere un’incompiuta, visto che, ad oggi, non vi sono certezze su altri finanziamenti e sulle altre tratte. Continuiamo a ribadire che in coerenza con le esigenze del territorio, su questa importante opera pubblica attesa da decenni, sia necessario approfondire e percorrere l’ipotesi alternativa ampiamente caldeggiate in questi mesi che prevede una variante di tracciato all’Interporto”.

Nelle osservazioni che saranno trasmesse al Comitato V.I.A, con probabilità nella giornata di domani, venerdì 20 maggio, il Comune di Manoppello denuncerà ancora una volta l’insostenibilità ambientale dell’opera, la compromissione dell’assetto viario (con addirittura l’impedimento all’accesso di mezzi pubblici per una parte rilevante del territorio), la violazione di vincoli urbanistici e paesistici, il depotenziamento dell’Interporto rispetto alle ingenti risorse già spese per la sua realizzazione, le enormi ripercussioni sociali ed economiche.

Ultimo aggiornamento

Giovedi 19 Maggio 2022